Viaggiare in Italia

Faccio parte di quella categoria di persone che se (e sottolineo il se) avesse un pochino di soldi e un pochino di tempo amerebbe spendere entrambe per viaggiare ..... più passa il tempo più mi rendo conto di quanto è grande il mondo e di quale piccolissima infinitesima percentuale di cose io abbia finora visto ... e non è che sia propriamente nata ieri, per usare un eufemismo! Ma, anche se abbracciando uno dei tanti, troppi luoghi comuni e frasi fatte che aleggiano negli ascensori e sotto gli ombrelloni devo ammettere e confermare che, prima di andarmene in giro per tropici, savane e circoli polari, vorrei conoscere bene l'Italia .... ammesso che questo sia possibile.

In Italia ci sono nata, cresciuta e un po' già invecchiata e non conto di andarmene, anche perchè ho un blocco assoluto nei confronti delle lingue straniere e non posso pensare di vivere una vita intera affidandomi esclusivamente alla capacità, insita nel DNA di ogni italiano, di esprimermi a gesti; ciò premesso dell'Italia so pochino, quello che ho visto si perde nella memoria dell'infanzia quando, due genitori pieni di belle speranze, mi trascinavano rassegnata ed accaldata fra musei, chiese, città d'arte e panorami spettacolari ... di quelle vacanze, anche se non mi sentirei di riferiglielo per non ferire la loro sensibilità, mi sono rimasti ricordi piuttosto insoliti, almeno visti con gli occhi di un adulto: un pulcino giallo, morbido e tenerissimo in uno scatolone è tutto ciò che ricordo di Alberobello, (altro che Trulli e patrimonio UNESCO!), a Venezia mi facevano malissimo i piedi perché avevo voluto mettere le scarpe nuove regalo della prima Comunione ... però ho un immagine fumosa di un artigiano che gonfiava palline di vetro fuso a Murano; a Roma il ricordo più nitido è la discussione furiosa fra mia madre e mio padre (ateo convinto) sul fatto che lui non accettava di doversi mettere i pantaloni lunghi per entrare in San Pietro: “se c'ha fatti Lui non capisco perchè non mi possa vedere le ginocchia”, (per dovere di cronaca e per non lasciarvi col dubbio vi informo che alla fine siamo entrate solo io e mia madre .... ); poi ci sono i Bronzi di Riace, come si può essere in Calabria in vacanza negli anni '80 e non andare a Reggio ad ammirare questa eccezionale scoperta? Non sia mai, quindi partenza all'alba, 38°C (ricordo ai più giovani che l'aria condizionata sulle auto dei comuni mortali non era prevista fino a non molti anni fa), rotta Reggio Calabria, tanto l'autostrada (o quel che è) non si paga ... (qui invece in 20 anni non è cambiato niente, vedete?) e poi l'arrivo a Reggio Calabria, mio padre si trasforma da ateo uomo di sinistra a improbabile predecessore di un attivista della Lega Nord, imprecando sul fatto che a Reggio Calabria non esistano le targhe che portano il nome delle vie, senza le quali la ricerca del Museo si è trasformata in un calvario, poi mi ricordo che c'era tanta gente in fila per entrare ... poi non so ... forse sono svenuta, ma non mi domandate ora se ho mai visto i Bronzi di Riace, devo chiedere alla mamma!

A Pisa mi hanno salire sulla Torre e da allora soffro di invalidanti vertigini, poi sono stata in un posto dove non potrò mai più permettere di andare a Punta Ala, beh sì in campeggio, ma in uno dei posti più esclusivi del litorale maremmano!!!! Pessimo ricordo sul lavaggio di un posacenere (avete capito bene)... avete mai provato a soffiare in un posacenere tenendo gli occhi aperti? Beh, non fatelo, mi sono giocata alcuni millimetri quadrati di cornea...

Poi c'è l'Umbria, ecco dell'Umbria mi sono rimasti impressi i paesaggi, non mi domandate nulla di chiese, basiliche e monasteri, ma i paesaggi ..... quelli sì: chilometri di colline morbide, coltivate a quadretti colorati che si sono impressi nella mia mente, forse leggermente condizionata dalla “Casa nella Prateria” e dalle bamboline con vestiti “patchwork” e che hanno ugualmente condizionato tutti miei disegni di bambina ... colline solo a quadretti, per anni!!!

Stesso effetto la Puglia, pulcino di Alberobello a parte ... che belli i tronchi contorti degli ulivi, le chiome argentee sulla terra rossa e che buono il caciocavallo alla griglia! ed anche una nonnina che faceva le orecchiette a mano, velocissima, ci ho provato anch'io tante volte, proiettando palline di pasta sul soffitto di casa ....

Stenderei un velo pietoso poi sulle gite scolastiche, anzi “i viaggi di istruzione”, pia illusione di tutte le insegnanti (ma ci credono davvero?): Firenze, prima media credo .... ricordo benissimo una statua in bronzo di un animale, credo un cinghiale sotto un portico con il muso lucido perché tutti lo toccavano... (embeh? Ognuno ha i ricordi che vuole), con il senno di poi ed i potenti mezzi di internet ho recentemente (molto recentemente .... cioè adesso) scoperto trattarsi della Fontana detta del Porcellino, opera in bronzo della scultore Pietro Tacca situata sotto la Loggia del Mercato Nuovo: chi la tocca tornerà a Firenze (io non ci sono ancora tornata, ma la credenza popolare non mette limiti temporali al possibile avverarsi della profezia).

Ultimo, anche in termini temporali: gita a Paestum, prima superiore, a quell'età in gita si imparano tante cose, ma vi assicuro poche, pochissime hanno a che fare con arte/cultura/monumenti/paesaggi/storia .... sbronza serale, un mio compagno pescato appeso al balcone al primo piano dell'hotel per non farsi trovare dalla prof. in camera di alcune ragazze in seguito ad una visita a sorpresa a tarda notte, principio di incendio sotto un letto dove una mia compagna ha lanciato la sigaretta per non farsi beccare dall'insegnante, rientro in pullman senza professori a bordo, con conducente compiacente che ha messo wild boys a tutto volume e ha guidato da ritiro della patente sulle stradine della costiera amalfitana e che, ora come ora, sarebbe denunciato dagli stessi studenti all'autorità giudiziaria, al Telefono Azzurro e a Save The Children, ma io ancora lo ringrazio per i 30 minuti di pura euforia che ci ha regalato, il più bel ricordo (raccontabile in questa sede) di quel viaggio d'istruzione!!!!!

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